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La RIBERA del DUERO deve la sua fama al passato, quando i grandi rossi di Spagna venivano invecchiati per 10 anni in botte. Già solo per questo, venivano considerati i migliori e più costosi vini di Spagna, nonostante dopo 10 anni in botte, erano sicuramente ossidati. Oggi le cose sono cambiate! La spinta alla qualità dei produttori blasonati ha trainato anche i piccoli ottenendo un generale innalzamento del livello qualitativo dei vini in tutta la regione. I vitigni principali, oltre al TEMPRANILLO, sono: il Cabernet Sauvignon, il Merlot, il Malbec e la Garnacha. Vengono prodotti, come complemento, anche dei vini rosati.

 

I vini degustati

RIBERA del DUERO 2018

Gr 14, 90% Tempranillo e 10% Merlot passato pochi mesi in barrique, prezzo € 20,00: Colore molto scuro di intensità impenetrabile. All’olfatto un bel mix, ancora giovane, di frutti rossi e legno; begli archetti cremosi, ottimo corpo supportato da tannini evidenti con ottime prospettive di affinamento.

RIBERA del DUERO 2016 di ARROYO

Gr.14, 100%, affinamento di sei mesi in barrique, poi in acciaio ed altri quattro mesi in bottiglia, prezzo € 25,00 : anch’esso impenetrabile con ottimo frutto, speziatura e legno ben amalgamati; ottimo corpo con tannini già in via di polimerizzazione, equilibrato e persistente.

RIBERA del DUERO 2016 di LEGARIS

Gr 14 con affinamento di tre mesi in Barrique poi acciaio ed un anno in bottiglia, prezzo € 28,00 : impenetrabile con olfatto di grande finezza, anche qui frutti e legno sono ben armonizzati mentre i tannini sono polimerizzati con impatto setoso.

RIBERA del DUERO 2013 SENORIO REAL

Gr 14, prezzo € 9,00

Il Prof. Bertini ci ha spiegato di non conoscere il produttore, ma di averlo acquistato in un supermercato allo stesso prezzo, curioso di provare un vino con 6 anni di invecchiamento, ad un prezzo da considerare basso per la zona. Purtroppo già dal colore denuncia di essere sulla strada del decrepito, infatti oltre al classico impenetrabile sfoggia una deplorevole unghia caffè mentre all’olfatto la puzzetta che denuncia ossidazione avanzata non svanisce neppure dopo diversi minuti di arrieggiamento. Sull’impatto sul palato è meglio non soffermarsi tanto è amaro e sgradevole. Stupisce trovare in una zona così vocata ai vini da invecchiamento un esemplare così palesemente deteriorato che andrebbe ritirato dal commercio. (Oltretutto ad un prezzo che non è, comunque, proprio regalato)

ARAGONA GARNACHA

in purezza 2018 di BATISCAFO Gr 14,5 che proviene dal distretto di CATALAYUD, il migliore in assoluto della regione. La GARNACIA originaria dell’Aragona fu portata ad Alghero da Pietro VI d’Aragona nel 13° secolo, imparentandosi con il Cannonau già presente in loco dalla preistoria: colore rubino molto intenso, olfatto speziato con buon corpo sostenuto da buona acidità, tannini non avvertibili e grado alcolico in sottotono. Da sottolineare la sensibile differenza con il TEMPRANILLO tanto carico di colore e tannicità.

Per concludere abbiamo scoperto vini di ottima qualità anche se di prezzo non proprio popolare.